I mezzi di prova nel procedimento di rettificazione anagrafica di sesso
di Federica Brondoni, Avvocata del Foro di Milano
Qui di seguito, la Premessa relativa all’intervento dell’Avvocata nell’ambito del PROGETTO PRIN PNRR 2022 “T.R.A.N.S.”
A seguito della riforma Cartabia i mezzi di prova introdotti nel giudizio di rettificazione anagrafica di sesso dalla persona interessata continuano a giocare un ruolo essenziale per l’accoglimento della domanda.
Un così impegnativo onere probatorio a carico della persona trans, contrapposto se vogliamo alla possibilità (da me auspicata) che nel nostro ordinamento si giunga a trasformare i procedimenti di rettificazione anagrafica di sesso da giudiziali ad amministrativi, è connesso all’esigenza di contemperare tre interessi ben distinti (se non contrastanti) tra loro: il diritto all’identità di genere, il diritto alla salute (con la tutela dell’integrità psicofisica) e la certezza delle relazioni giuridiche.
La prassi giudiziale, abbastanza standardizzata, si scontra, in questa materia, con il principio per cui nella realtà non-processuale ogni persona affronta il percorso di affermazione di genere nel modo che ritiene più consono alla propria identità ed al proprio vissuto.
Infatti, ogni percorso di affermazione di genere è diverso dagli altri, perché personalissimo. E il concetto di identità di genere non è statico e uniforme nel tempo, per fortuna.