L’etica degli animali
di Federica Brondoni, Avvocata del Foro di Milano
In questo momento di enormi preoccupazioni per quanto concerne i temi del climatechange e della politica internazionale, abbiamo disperatamente bisogno degli animali.
Lo so, può suonare strano o comunque irrilevante rispetto al rischio (mica tanto lontano) di una terza guerra mondiale, ma credetemi: è così.
Lo sostiene anche Jay Griffiths, giornalista statunitense, in un bellissimo articolo pubblicato su Internazionale (settimanale da leggere, mai come ora) della settimana scorsa.
Cercando di non indulgere ad un involontario antropoformismo, ma anche resistendo – al contrario – all’antroponegazione (ovvero l’incapacità di riconoscere caratteristiche simili a quelle umane negli animali o caratteristiche animali in noi umani), possiamo e dobbiamo tornare ad osservare l’etica degli animali non umani.
Soprattutto in questo periodo, caratterizzato da un generale imbarbarimento delle condotte degli umani che dovrebbero far valere le norme (legali ed etiche) che per anni ci hanno guidato.
Pensiamo ai babbuini, ritenuti capaci di provare lutto e rabbia per un loro conspecifico investito da un’automobile nel 2000.
Oppure ai coyote, i cui esemplari che “imbrogliano” il branco vengono emarginati.
Ci sono poi le manguste nane, che di sera premiano con pulizie reciproche i membri del gruppo che di giorno fanno da sentinella contro i predatori.
E che dire dei lupi, tanto ingiustamente avversati dalla politica e da una cultura di destra dal grilletto facile in questi mesi, i quali invece condividono con noi umani principi di difesa del branco, di aiuto ai soggetti rimasti feriti, di cura condivisa dei cuccioli, di valorizzazione della cooperazione.
Per finire (ma gli esempi sarebbero infiniti) coi cervi reali e coi bufali africani, che indicono veri e propri hashtag#referendum interni prima di muoversi dopo aver mangiato e riposato.
Animali tanto diversi tra loro e da quelli (elefanti, delfini, scimpanzè) a cui siamo soliti attribuire hashtag#intelligenzaetologica, ma non così diversi da noi, da cui possiamo trarre ispirazione per tornare ad essere empatici, solidali, equi, nella consapevolezza che la moralità non è un’esclusiva umana (anzi, alcuni umani ne risultano davvero sprovvisti…).
Buona lettura.